venerdì 15 dicembre 2017

Insegnare in inglese abbassa la qualità dell’insegnamento

Mentre le scuole sono impegnate nei CLIL (acronimo che definisce i corsi da svolgere in lingua inglese) impegnando migliaia di docenti a studiare per poter insegnare discipline non linguistiche in inglese, ecco un articolo sul Times Higher Education in cui si sostiene che insegnare in inglese abbassa la qualità dell’insegnamento. Sorpresa: ci sarebbero studi che dimostrano la maggior efficacia delle lezioni nella madrelingua degli studenti.
Forse non occorrevano studi molto approfonditi per comprenderlo. Ovviamente è sempre la madrelingua a consentire la miglior comprensione e a darci la possibilità di elaborare meglio il pensiero, lo comprende chiunque, ma il conformismo riesce ad imporre qualunque cosa.
Ora, se una rivista educativa scritta in lingua inglese comincia a mettere in discussione il tabù, forse si apre qualche speranza di tornare alla ragionevolezza.