lunedì 2 maggio 2016

La distruzione della scuola italiana

Da alcuni anni, venti o trenta, si parla di riforma della scuola, si annunciano grandi riforme e poi se ne fanno di piccole, spesso disastrose. Quella dei crediti-debiti formativi, quella dell'esame di maturità che è diventato esame di nozionismi, le ancor più nozionistiche prove invalsi, le scuole elementari che si concludono senza esami, i progettifici, i corsi di recupero in cui nessuno recupera niente e tutto si sana magicamente, l'abolizione dei laboratori e delle discipline giuridiche ed economiche, gli istituti comprensivi e multitasking... ora arriva la buona scuola con la giostra dei trasferimenti pazzi e i docenti di potenziamento... sempre più soldi alle scuole private che invece dovrebbero funzionare "senza oneri per lo Stato" e sempre più competizione che distrugge perfino quel poco di spirito collaborativo che ha consentito alla scuola pubblica italiana di funzionare abbastanza bene nonostante le condizioni di miseria e di abbandono.

Molti si domandano se dietro le pessime riforme non ci sia un disegno volutamente distruttivo. Il filosofo Diego Fusaro ci dà una risposta.