sabato 20 ottobre 2012

Tutti sono uguali davanti alla legge



Principio di uguaglianza:
tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.

il Prof. - La Legge non può fare discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione... E' un principio fondamentale di uguaglianza sancito dall'art. 3 della nostra Costituzione.
L'alunna - Quindi prof siamo tutti uguali.
Prof. - Uguali davanti alla Legge,  ma bada che la Legge non cancella le differenze tra le persone. Se i ruoli sono diversi la Legge non assegna a tutti i medesimi diritti e i medesimi doveri.
Alunna - Come sarebbe a di'?
Prof. - Per esempio la legge attribuisce ai genitori il dovere di educare i figli, ma non attribuisce ai figli il dovere di educare i genitori. Lo status di figlio è diverso da quello di genitore. La Legge attribuisce ai genitori il potere di dare comandi ai figli, ma non può accadere il contrario: il figlio non ha potestà sui genitori.
Alunna - No, non è vero, prof, se sono uguali significa che i genitori non possono rimproverare o punire i figli. Altrimenti li denunci.
Prof. - Certo che possono rimproverarli, anzi devono, perché sono responsabili del comportamento dei figli. Quando un minorenne provoca danni saranno i genitori a pagare. La ragione di questa responsabilità si chiama  colpa in educando, cioè sono responsabili per non aver dato la giusta educazione al figlio.
Alunna - No, professò, non è mica vero quello stai a di'.
Prof - Come sarebbe a dire che non è vero?
Alunna - Certo, io ai miei genitori i rimproveri glieli faccio, eccome, e mica me lo possono impedì. Che mi tappano la bocca?
Prof - Senti cara, io non so come vanno le cose a casa tua, ma la regola non è quella. Tu non hai il diritto di dare comandi o rimproveri, dovresti piuttosto seguire quello che i tuoi genitori ti dicono di fare. Loro hanno la potestà su di te, finché sei minorenne.
Alunna - No, perché se mi dicono una cosa sbagliata, quella è sbagliata, io non la faccio. E così anche a scuola. Alle scuole medie noi alunni abbiamo fatto sempre quello che ci pareva, ma anche i casini peggiori, professò, e nessuno ci diceva mai niente. Perché le cose vanno così professò, che non lo sai?

Il professore di diritto avrebbe voluto continuare con altri esempi di ruoli diversi tra automobilista e vigile urbano, tra giudice e imputato, tra autista e passeggero di un autobus, tra insegnante e alunno... ma quel professore non aveva ancora capito che la legge è uguale per tutti, ma proprio uguale e proprio tutti.